mercoledì 17 settembre 2014

Gothian. Capitolo 62. Lilieth rivela ad Alienor il suo vero ruolo nella missione




Ancora una volta mi reco nella fossa dei leoni. Ripercorro di nuovo quel sentiero che è stato ed è tutta la mia vita.
Questi erano i pensieri di Lilieth Vorkidian, mentre riprendeva il suo viaggio verso Lathena.
Nei pressi della città di Esia la strada si biforcava: la Via della Costa Orientale proseguiva verso Sud, per migliaia di chilometri, mentre la Via del Passo svoltava verso ovest, in direzione della lunga ed altissima catena montuosa della Grande Dorsale, che divideva in due l’Impero Lathear. Le prime colline incominciavano già alle porte di Esia, poco dopo aver varcato il ponte che portava lo stesso nome.
Ai tempi di re Vorkidex Pendragon il territorio dei Keltar Senia si estendeva fino a quella città, prima che i Lathear di Arexatan Eclionner la conquistassero e la colonizzassero. Qualcosa ancora rimaneva a testimoniare quell’ origine, nelle tradizioni e nell’inflessione dialettale. 
Varcare Esia, era quindi come dare l’addio definitivo anche alle terre conosciute, ed inoltrarsi verso il cuore dell’Impero.



La Via del Passo faceva il suo ingresso in una valle, inizialmente molto ampia, quasi piana e delimitata da lievissime alture, con un affluente del fiume Esia al centro.
Le colline erano ricoperte di boschi di roveri e faggi.
Sarebbe un luogo magico, se non fosse così freddo. O forse sono io che sento freddo intorno al cuore?
Ricordava i versi di un poeta antico, che scriveva nella lingua latheari,
'Frigidus obstiterit circum praecordia sanguis'
Parole scritte millenni prima del Grande Cataclisma, eppure sembrava che parlassero di lei.
Sentiva di avere paura, ma non tanto per se stessa.
Per tutto il tempo aveva pensato a suo figlio Marvin, pregando che fosse in grado di affrontare tutte le minacce che incombevano su di lui.

Avrei voluto essere con te, figlio mio, ma era necessario che stessi lontana, per consentirti di diventare ciò per cui sei nato.
Ma non era solo il pensiero di Marvin a tormentarla.
Alienor non si è ancora ripresa dallo sgomento per le parole della veggente. 
Era prevedibile, considerata la gravità di ciò che era stato detto, anche se non esisteva altro modo per farle conoscere almeno una parte della verità.
 Ciò che Lilieth non riusciva a perdonarsi, riguardo ad Alienor, era qualcos'altro.
La sto usando. Esattamente come Sephir sta usando me e Vyghar. Il gioco del Trono ci sta trasformando tutti in cinici manovratori. E Alienor non conosce ancora la parte peggiore di ciò che la attende.



Era tempo di incominciare a spiegarle alcuni dettagli.
Non sarò mai in grado di convincerla a fare ciò che dovrà comunque fare, ma ho il dovere di comunicarle in modo convincente qual è la posta in gioco.
Si rivolse a lei con voce gentile:
«So che non c'è nulla che io possa dire per alleviare il dolore che le parole della veggente ti hanno inflitto. Un tempo anche io ascoltai il suo vaticinio e udii cose che mi spezzarono il cuore. 
Il futuro non è una pagina bianca: è una mappa con delle destinazioni. Noi possiamo soltanto scegliere quelle con cui arrivarci»
Guardò verso Vyghar, il quale con un cenno del capo diede il suo assenso.
Anche lui è d'accordo. Alienor deve prendere coscienza di ciò che la attende.
Lilieth allora si schiarì la voce e disse con tranquilla serietà:
«Stiamo andando a consegnare il sigillo imperiale di mio marito Masrek al senatore Aralte Velares, principe di Marina Sedovia. Quell'uomo è il capo dell'opposizione, a Lathena, ed è molto potente. Nessuno osa minacciarlo, perché scoppierebbe una guerra civile, cosa che nemmeno Elner e Marigold desiderano. Vogliamo dimostrare che Masrek è vivo e che quindi Elner e sua moglie sono degli usurpatori, e vanno deposti. Poi avanzeremo la candidatura di Marvin per il Trono imperiale»
Alienor la fissò con aria dubbiosa:
«Qual è esattamente il mio ruolo, in questa missione? L'Oracolo mi ha detto che solo andando con voi potrò aiutare il mio popolo, ma quello che mi chiedo è come potrò farlo? Forse Marvin, o chiunque altro sarà scelto come nuovo Imperatore, sarà in grado di aiutare realmente gli Alfar a scacciare i vampiri del Conte di Gothian?»



Lilieth annuì:
«Marvin sta già marciando contro lord Fenrik, come era destinato a fare sin dal principio. Il tuo ruolo invece ha a che fare con lady Marigold! 
Ricordi che la veggente ti ha detto di temere "l'acqua che brucia"? 
Questo è un chiaro riferimento alla figlia di Atar. Signore del Fuoco Segreto. L'oracolo mi ha confermato una premonizione che io stessa avevo già percepito. Solo tu sei in grado di sconfiggere Marigold di Gothian. Non so ancora come, ma lo scoprirò! Tu sei destinata a lottare contro la Dama Gialla e porre fine al suo dominio!»
Alienor si sentì gelare: 
«Marigold è troppo forte! Conosce tutti i miei punti deboli, mentre io in tanti anni che le sono vissuta a fianco non ho scoperto mai una sua debolezza. Non so, Lilieth, ma temo che tu e tutti gli altri riponiate in me troppe speranze. Sono solo un'adolescente e tutto sta accadendo troppo in fretta, gli eventi precipitano… ed io ho paura!»
Lilieth le prese la prese la mano:
«La paura non è un'emozione sbagliata, se serve a renderci prudenti, ma lo diventa se ci paralizza di fronte al pericolo. Imparerai a convivere con la paura, a usarla a tuo vantaggio, in modo da agire con accortezza. Ma non sarai sola: io sarò al tuo fianco e ti proteggerò. Potrai sempre contare su di me»
Alienor annuì:
«Grazie, Lilieth. Sei la mia migliore amica e la mia seconda madre! Quando ti guardo, sento che c'è ancora del buono in questo mondo»
Lilieth fu commossa da quelle parole, ma nello stesso tempo si sentì in colpa.
Eppure un giorno mi odierai.
Ed io odierò me stessa, per averti condotta lungo il sentiero più tortuoso. 
Alla fine di quel sentiero c'era una promessa di felicità, ma il percorso scelto avrebbe portato con sé un sacrificio ingiustificabile.



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