mercoledì 22 novembre 2017

Divinità dell'acqua

Water Deities of World Mythology! #WaterDeities #WaterGods #WaterGoddesses #Gods #Goddesses #Infographic #Mythology #MrPsMythopedia https://www.facebook.com/MrPsMythopedia/

lunedì 20 novembre 2017

Miti e leggende celtiche scozzesi

Schottische Mythen und Legenden

Mitologia nazionale

Leggende di origini diverse sono state create in Scozia durante il tempo, destinate a scopi diversi.
 Il desiderio di mantenere una connessione con l'Irlanda, una comune origine nel regno dei Dál Riata, è stato affermato per molti secoli. Reclamare l'indipendenza della corona scozzese contro l'aggressivo espansionismo di quella inglese durante le Guerre d'indipendenza scozzesi è stato l'incentivo per la creazione di altre leggende più creative.
Una leggenda di origine scozzese, o racconto pseudo-storico sulla fondazione del popolo scozzese, appare in forma adattata, in latino del X secolo, come Life di San Cathróe di Metz. Racconta che i coloni greci dell'Asia Minore navigarono i mari e arrivarono a Cruachan Feli "la montagna d'Irlanda", probabilmente a Cruachan Eli (Croagh Patrick, Contea di Mayo), un noto luogo nell'agiografia hiberno-latina dalla Collectanea di Tírechán. Mentre vagavano attraverso l'Irlanda, da ClonmacnoiseArmagh e Kildare a Cork, e, infine, a Bangor, erano continuamente impegnati in guerra con i Pictanei (pitti). Dopo qualche tempo, attraversarono il Mare d'Irlanda per invadere la Caledonia a nord della Britannia Romana, per successivamente catturare Iona e le città di Rigmhonath e Bellathor. Questi ultimi luoghi sono eco della comparsa di Cinnrígmonaid e Cinnbelathoir nelle Cronaca dei re di Alba. Il territorio così conquistato venne poi chiamato Scozia da Scota, la moglie egiziana del comandante spartano Nel o Niul, e San Patrizio convertì la gente al cristianesimo.[1]
Dopo che i pitti adottarono la cultura gaelica e le loro caratteristiche peculiari sbiadirono nella memoria, elementi folkloristici colmarono le lacune della storia. La loro "improvvisa scomparsa" è stata spiegata con un massacro avvenuto ad un banchetto dato da Kenneth MacAlpin (un motivo di folklore internazionale) e sono stati loro attribuiti poteri simili a quelli delle fate, come produrre birra dall'erica ed essi vivevano in case sotterranee. Nel XVIII secolo i pitti vennero cooptati come una razza "germanica".

Ciclo dell'Ulster

A causa dello spostamento di masse di persone dall'Ulster all'ovest della Scozia, che portarono stretti legami linguistici tra l'Ulster e l'Occidente della Scozia, gran parte della mitologia gaelica venne importata in Scozia e, probabilmente, alcune di queste storie vennero scritte in Scozia. Il Ciclo dell'Ulster, impostato intorno all'inizio dell'era cristiana, è costituito da un gruppo di storie eroiche sulla vita di Conchobar mac Nessa, re dell'Ulster, del grande eroe Cúchulainn e dei loro amici, amanti, e nemici. Questi erano gli Ulaid, o gente del nord-est d'Irlanda e l'azione di queste storie è incentrata intorno alla corte reale di Emain Macha, vicino alla moderna città di Armagh. Gli Ulaid avevano stretti legami con la Scozia gaelica, dove si dice Cúchulainn abbia appreso le arti della guerra.
ll ciclo è composto di storie di nascite, vite precoci e in formazione, corteggiamenti, battaglie, festeggiamenti e morti degli eroi e riflette una società guerriera, in cui la guerra consiste principalmente in combattimenti singoli e la ricchezza si misura soprattutto nel numero di bovini posseduti. Queste storie sono scritte per la maggior parte in prosa. Il fulcro del Ciclo dell'Ulster è il Táin Bó Cúailnge. Altri importanti storie del ciclo dell'Ulster sono la tragica morte del figlio unigenito di Aifela fuga di Bricrenn la "festa di Bricriu", e Togail Bruidne Da Derga "La distruzione della locanda di da Derga". Questo ciclo è, per certi aspetti, vicino al ciclo mitologico del resto del mondo di lingua gaelica. Alcuni dei personaggi di quest'ultimo riappaiono, e lo stesso tipo di mutazioni magiche è molto in evidenza, fianco a fianco con un severo, quasi spietato realismo. Anche se si può supporre che alcuni personaggi, come Medb o Cú Roí, sono delle divinità e Cúchulainn mostra particolari abilità sovrumane, i personaggi sono mortali e ben radicati in un tempo specifico ed un determinato luogo. Adattamenti gaelico scozzesi, di racconti del ciclo dell'Ulster, appaiono nel manoscritto Glenmasan.

Finn e Fianna

Le storie di Finn (in lingua irlandese Fionn) mac Cumhaill e la sua banda di soldati di Fianna, sembrano essere inserite intorno al III secolo nelle gaeliche Irlanda e Scozia. Esse differiscono dagli altri cicli mitologici gaelici nella forza dei loro legami con la comunità di lingua gaelica in Scozia e ci sono molti testi esistenti provenienti da quel paese. Essi differiscono anche dal Ciclo dell'Ulster in quanto le storie sono raccontate soprattutto in versi e nei toni sono più vicine alla tradizione del romanticismo che a quella epica. La fonte più importante per il Ciclo feniano è l'Acallam na Senórach (Colloquio dei vecchi), che si trova in due manoscritti del XV secolo, il libro di Lismore e Laud 610, così come in un manoscritto del XVII secolo da KillineyContea di Dublino. Il testo è datato, secondo le evidenze linguistiche, al XII secolo e registra le conversazioni tra gli ultimi membri superstiti dei Fianna e San Patrizio ed è costituito da circa 8.000 versi. Le date tarde dei manoscritti possono far riflettere su una più lunga tradizione orale per le storie Feniane, la stessa tradizione orale che è stata tradotta dal gaelico all'inglese da James MacPherson nelle storie di Ossian.
I Fianna della storia sono suddivisi nel Clan Baiscne, guidato da Fionnghall, ed il Morna, guidato dal suo nemico, Goll mac Morna. Goll uccise in battaglia il padre di Fionnghall, Cumhall, e il ragazzo venne cresciuto in segreto. Da giovane, mentre veniva educato nell'arte della poesia, si bruciò accidentalmente il pollice mentre cuoceva il Salmone della Conoscenza, cosa che gli consentì di succhiarsi o mordersi il pollice al fine di ricevere raffiche di stupenda saggezza. Prese quindi il posto di Goll a capo della sua banda e numerosi racconti narrano delle loro avventure. Due dei più grandi racconti gaelici, Tóraigheacht Dhiarmada agus Ghráinne (La ricerca di Diarmuid e Grainne) e Oisin in Tír na nÓg costituiscono parte del ciclo. La storia di Diarmuid e Grainne, che è uno dei pochi racconti Fenian in prosa, costituisce una fonte probabile del Tristano e Isotta.
Il mondo del Ciclo Feniano è quello in cui i guerrieri professionisti passano il loro tempo a cacciare, combattere, e ad impegnarsi in avventure nel mondo degli spiriti. I nuovi arrivati nella banda dovrebbero conoscere la poesia e sottoporsi ad una serie di test fisici o prove. Non vi è alcun elemento religioso in questi racconti a meno che non sia un'idolatria.

Miti e leggende delle isole Ebridi

"Ragazzo su cavallo bianco" di Theodor Kittelsen.
  • The Blue Men of the Minch (noti anche come tempeste kelpie), che occupavano lo specchio d'acqua tra Lewis e la Scozia continentale, in cerca di marinai da affogare e barche da affondare.
  • Kelpie che parla dell'occupazione di laghi, tra cui uno a Leurbost.
  • Seonaidh - uno spirito delle acque al quale doveva essere offerta birra.
  • Changelings - discendenti malaticci di Faeries, che venivano scambiati segretamente con un bambino umano.

Folklore delle isole Shetland

  • Wulver erano buone creature, simili a lupi mannari. Si dice che lasciassero il cibo per le famiglie povere.

Mitologia religiosa

Il mito è a volte un aspetto del folklore, ma non tutti i miti sono folklore, né tutto il folklore è mito o mitologia. Le persone che esprimono un interesse per la mitologia sono spesso più concentrati sugli esseri non-umani (a volte indicati come "soprannaturali"). Ci sono stati numerosi gruppi di tali esseri nella cultura scozzese, alcuni dei quali specifici di particolari gruppi etnici (gaelico, norvegese, tedesco, ecc), mentre altri probabilmente evolutisi dalle circostanze uniche della Scozia.
Le Aos-Sidhe, Sìdhichean, o "Fate" erano in origine divinità gaeliche della Scozia pre-cristiana. Esse iniziarono a "convivere" in maniera concettuale e spirituale con il cristianesimo, diminuendo il loro potere e importanza nel corso dei secoli. I letterati medievali gaelici li raggruppano insieme ai Túatha Dé Danann, che condividono alcune caratteristiche con altri personaggi della letteratura celtica. Credenze popolari circa i Banshee riflettono anche gli aspetti di questi esseri. Ci sono altri esseri soprannaturali, le cui caratteristiche rispecchiano i modelli folcloristici provenienti da tutto il mondo. Spiriti ancestrali, e giganti che aiutano a formare il paesaggio e rappresentano le forze della natura, sono ubiqui e puntano a registri non elitari della mitologia.

Mostro di Loch Ness

Il primo riferimento al mostro di Loch Ness si ebbe sulle rive del fiume Ness, nel 565, da parte del monaco irlandese santo Columba che era nelle terre dei pitti con i suoi confratelli, quando incontrò la gente del posto che seppelliva un uomo presso il fiume. Essi spiegarono che l'uomo stava nuotando nel fiume quando venne attaccato da un "animale d'acqua" che lo aveva sbranato e trascinato sott'acqua. Cercarono di salvarlo con una barca, ma riuscirono soltanto a trascinare il suo cadavere. Sentendo questo, Columba sbalordì i pitti invitando il suo seguace Luigne moccu Min ad attraversare a nuoto il fiume. La bestia si avvicinò a lui, ma Columba fece il segno della croce e ordinò: "Vai via. Non toccare l'uomo. Torna indietro." Così la bestia si fermò immediatamente, come se fosse stato "tirato indietro con delle corde" e fuggì in preda al terrore, mentre gli uomini di Columba ed i pitti pagani lodavano Dio per il miracolo.

Leggenda arturiana (Re Artù)

Nella leggenda arturiana, Mordred figlio di Re Artù venne raccolto alle Orcadi.

Note

  1. ^ Dumville, "St Cathróe of Metz." 174-6; Reimann or Ousmann, De S. Cadroe abbate §§ II-V.

Bibliografia

  • Reimann or Ousmann, De S. Cadroe abbate, ed. John Colgan, Acta Sanctorum Hiberniae, Vol. 1. pp. 494 ff; in part reprinted by W.F. Skene, Chronicles of the Picts, Chronicles of the Scots. pp. 106–116; ed. the Bollandists, Acta Sanctorum. 1865. March 1, 473-80 (incomplete); ed. and tr. A.O. Anderson, Early Sources of Scottish History, A.D. 500 to 1286. (from Colgan's edition, pp. 495–7). No full translation has appeared to this date.
  • Dumville, D.N. "St Cathróe of Metz and the hagiography of exoticism." In Studies in Irish Hagiography. Saints and scholars, ed. John Carey, Máire Herbert and Pádraig Ó Riain. Dublin, 2001. 172-88.
  • Lizanne Henderson and Edward J. Cowan, Scottish Fairy Belief: A History (Edinburgh, 2001; 2007)
  • Robert Chambers (1842) Popular Rhymes, Fireside Stories, & Amusements of Scotland.

Voci correlate

Simboli, personaggi e creature leggendarie della mitologia norrena

Mythological Creatures of Norse Religion  https://www.facebook.com/MrPsMythopedia/

Secondo la mitologia norrena il mondo sensibile è "Miðgarðr" (lett. "Terra di Mezzo"). Circondata dalle acque, alla sua sommità si trova Asgarðr, la dimora degli dei, raggiungibile unicamente tramite Bifrǫst, il ponte dell'arcobaleno. I Giganti vivono all'esterno del mondo, al Nord, in un luogo chiamato Jǫtunheimr ("Terra dei Giganti"). La dea Hel governa il sotterraneo regno "Helheim" ("Dimora di Hel"), luogo predestinato ai defunti. Nel Sud vi è l'infuocato e misterioso reame di Muspell, il Múspellsheimr dimora dei giganti del fuoco. Ulteriori regioni dell'immaginario norreno sono Álfheimr dimora degli "elfi chiari" (ljósálfar), Svartálfaheimr dimora degli elfi oscuri (ma questa divisione tra elfi è fatta unicamente da Snorri), Niðavellir le miniere dei Nani.

Divinità

Pietra runica di Ledberg che potrebbe ritrarre il lupo Fenrirdurante il Ragnarǫk
Le divinità sono divise in due classi: gli Æsir (Asi) e i Vanir (Vani). La distinzione non è tuttavia netta: nel passato remoto le due fazioni si fronteggiarono in guerra, ma in seguito raggiunsero la pace, si scambiarono ostaggi e alcuni membri si unirono in matrimonio. Di determinate divinità non è chiara l'appartenenza a una delle due classi.
Alcuni studiosi hanno visto in questo racconto di successione divina una trasposizione dell'invasione delle tribù indoeuropee, che soppiantarono coi loro culti guerrieri le precedenti divinità agricole. Altri studiosi (come Georges DumézilMircea Eliade) considerano la divisione tra Æsir e Vanir come l'espressione di una divisione strutturale delle diverse funzioni (divinità sovrane, guerriere e agricole) tipica delle religioni di supposta derivazione indoeuropea, e interamente spiegabile in tal senso.
Gli Æsir e i Vanir sono generalmente nemici degli Jǫtnar (singolare Jǫtunn). Paragonabili ai Titani della mitologia greca, vengono chiamati Giganti, anche se alcuni suggeriscono, come alternativa, "demoni". Da notare comunque che gli Æsir discendono dagli Jǫtnar, e sia Æsir che Vanir possono unirsi con loro per generare figli, quando non sono dei mostri. Esistono due classi generali di giganti: Hrímþursar, i "giganti di brina", e i Múspellsmegir o "giganti di fuoco" anche detti "Figli di Muspell".
Celebri tra gli altri enti divini sono Fenrir il lupo e il Miðgarðsormr, il grande serpente che cinge il mondo, entrambi figli che il dio Loki ha avuto da una gigantessa. Altre creature spesso citate sono Huginn e Muninn ("pensiero" e "memoria"), i due corvi che mantengono informato Odino di tutto ciò che avviene nel mondo. Sleipnir, il cavallo a otto zampe di Odino, anch'esso figlio di Loki. Ratatosk, lo scoiattolo che scorrazza tra i rami di Yggdrasill, l'albero del mondo.
Come per molte altre religioni indoeuropee, la mitologia germanica presenta una debole opposizione tra bene e male, tipica invece delle tradizioni abramitiche mediorientali. Loki, principio del disordine, in molte occasioni aiuta gli dei con la sua astuzia (per preservare l'ordine cosmico), e in altrettante li insulta e ne causa i lutti. I Giganti, non tanto fondamentalmente malvagi, sono piuttosto rudi, vanagloriosi e incivili. L'opposizione è più dunque tra un Ordine e un Caos non impermeabili l'uno all'altro.

sabato 18 novembre 2017

Vite quasi parallele. Capitolo 88. La farfalla non volerà più

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Qualcuno ha scritto che la farfalla non conta i mesi, ma i momenti, eppure ha tempo a sufficienza.  
Altri dicono: "non toccare le ali a una farfalla, altrimenti non volerà più. Lasciala appoggiare sulla tua mano e seguine il volo".
Altri ancora hanno affermato: "se un essere umano aiuta la farfalla a uscire dal bozzolo, la farfalla non volerà mai".
Queste metafore ritornavano spesso nei pensieri e nei discorsi di Diana Orsini, specialmente negli anni seguenti al 1996, quando trovò un'interlocutrice attenta e sensibile nella fidanzata di suo nipote Alessio, Rebecca.
Alessio era il "nipote intermedio" per età, figlio di Isabella Ricci-Orsini e di Saverio Zanetti Protonotari Campi. Fu anche l'unico che si sposò e che proseguì la stirpe.
Spesso Alessio e Rebecca facevano visita a nonna Diana e si intrattenevano con lei nel Salotto Liberty.
L'anziana matriarca della famiglia era in vena di ricordi:
<<Da bambina ero felice e volevo che le cose non cambiassero mai, che restassero sempre così com'erano, perché era tutto perfetto. Quella fu la mia età dell'oro e tutto ciò che è avvenuto dopo è stato soltanto una lunga, estenuante, umiliante ritirata. Una fuga da una realtà che non ero in grado di sopportare>>
Aveva ricevuto amore dalla sua famiglia, e ne era stata consapevole: quando questo avviene, succede qualcosa che ci cambia e ci spinge, prima o poi nella vita, a restituire quell'amore. Lei lo aveva fatto con i suoi nipoti, in particolare con quello più giovane, perché era stato il più ricettivo, il più affezionato a lei e al suo mondo.
Ora che lui era lontano, si era creato un vuoto che rendeva più difficile l'inevitabile declino della vecchiaia.
Fortunatamente, Rebecca era riuscita a colmare quel vuoto e Diana sentiva di potesi confidare, e anche di leggere poesie e brani letterari come era solita fare con Riccardo.

"1 Ricordati della tua fortuna
nei giorni della tua giovinezza,
prima che vengano i giorni tristi
e giungano gli anni di cui dovrai dire:
«Non ci provo più alcun gusto»,
2 prima che si oscuri il sole,
la luce, la luna e le stelle
e ritornino le nubi dopo la pioggia;
3 quando tremeranno i custodi della casa
e si curveranno i gagliardi
e cesseranno di lavorare le donne che macinano,
perché rimaste in poche,
e si offuscheranno quelle che guardano dalle finestre
4 e si chiuderanno le porte sulla strada;
quando si abbasserà il rumore della mola
e si attenuerà il cinguettio degli uccelli
e si affievoliranno tutti i toni del canto;
5 quando si avrà paura delle alture
e dei pericoli della strada;
quando sfiorirà il mandorlo
e la farfalla non volerà più,
6 prima che si rompa il cordone d'argento
e la lucerna d'oro s'infranga
e si rompa l'anfora alla fonte
e la carrucola cada nel pozzo
7 e ritorni la polvere alla terra, com'era prima,
e lo spirito torni da dove è venuto,
allora ti ricorderai della fortuna
che hai avuto e perduto, senza saperlo.
8 Vanità delle vanità, dice l'Ecclesiaste,
e tutto è vanità."

A dire il vero il passo biblico dell'Ecclesiaste 12,5 era un po' differente e il versetto chiave recitava "la cavalletta non si alzerà più", ma questa modifica era dovuta al fatto che Riccardo le aveva fatto leggere "L'uomo nell'alto castello" di Philip Dick e a Diana quella storia della cavalletta era risultata piuttosto ostica, soprattutto quando aveva saputo che nella versione della Bibbia di Monsignor Ravasi era spiegato che la famosa cavalletta non più in grado di saltare era un'allegoria dell'artrosi senile.
Una volta si addentrò in tematiche funebri e spinose allo stesso tempo:
<<"She did it the hard way" è l'epitaffio che Bette Davis ha voluto scritto sulla sua tomba. "Ha fatto tutto nella maniera più difficile / nella maniera più dura". Ecco, queste erano le donne della mia generazione. Donne che sono sopravvissute a testa alta alle grandi tragedie della storia e che oggi avrebbero incenerito con un solo sguardo questa generazione di fighette che crede che il mondo sia un giardino di rose (senza spine, naturalmente)>>





mercoledì 15 novembre 2017

Il sogno del prigioniero

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Il sogno del prigioniero 


Albe e notti qui variano per pochi segni.

Il zigzag degli storni sui battifredi
nei giorni di battaglia, mie sole ali,
un filo d'aria polare,
l'occhio del capoguardia dello spioncino,
crac di noci schiacciate, un oleoso
sfrigolio dalle cave, girarrosti
veri o supposti - ma la paglia é oro,
la lanterna vinosa é focolare
se dormendo mi credo ai tuoi piedi.

La purga dura da sempre, senza un perché.
Dicono che chi abiura e sottoscrive
puo salvarsi da questo sterminio d'oche ;
che chi obiurga se stesso, ma tradisce
e vende carne d'altri, affera il mestolo
anzi che terminare nel patée
destinato agl'Iddii pestilenziali.

Tardo di mente, piagato
dal pungente giaciglio mi sono fuso
col volo della tarma che la mia suola
sfarina sull'impiantito,
coi kimoni cangianti delle luci
scironate all'aurora dai torrioni,
ho annusato nel vento il bruciaticcio
dei buccellati dai forni,
mi son guardato attorno, ho suscitato
iridi su orizzonti di ragnateli
e petali sui tralicci delle inferriate,
mi sono alzato, sono ricaduto
nel fondo dove il secolo è il minuto -

e i colpi si ripetono ed i passi,
e ancora ignoro se saro al festino
farcitore o farcito. L'attesa é lunga,
il mio sogno di te non e finito.


(Eugenio Montale, La Bufera e altro, 1956)

Satira e caricature

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lunedì 13 novembre 2017

Feeria (o Faerie) : il Regno delle Fate

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Faerie, il Regno delle Fate è una delle due terre dimensionali immaginarie per gli esseri fatati, secondo la tradizione popolare celtica (le Faeries della Gallia, i Tylwyth Teg del Galles, i Sidhe e i Tuatha dè Danaan dell'Irlanda). Il reame di Faerie in cui sono ambientati i racconti della Vertigo Comics è un misto dei mitologici reami di Alfheimr, Otherworld, le Isole FortunateTír na nÓg e Avalon. Il mix è stato fortemente influenzato dalla storia Sogno di una notte di mezza estate di William Shakespeare, ed è la casa delle fate e di altre creature mitologiche, nonché governata dalla Corte delle Seelie (le fate "buone"), da Re Auberon e la Regina Titania. Shakespeare aveva tratto ispirazione, oltre che dal folklore celtico e gallo-romanzo (si pensi al ciclo bretone arturiano), anche dal Faerie Queene di Spenser, poema allegorico dedicato alla regina Elisabetta I. 

Il Regno di Feeria divenne il luogo di principale ambientazione delle fiabe inglesi, le Fairytales.

Nel famoso saggio Sulle fiabe, pubblicato da J.R.R. Tolkien nel 1964, il grande filologo e scrittore inglese sostiene la tesi che il genere fiabesco, ambientato nel magico mondo di Feeria, debba essere considerato parte integrante del genere mitologico e dunque non relegato alla letteratura per bambini.

Il saggio di Tolkien, tratto da una sua conferenza del 1944 tenuta all'Università di Oxford in occasione del centenario della nascita di Andrew Lang (Selkirk31 marzo 1844 – Banchory20 luglio 1912) , scrittore e poeta scozzese, oggi maggiormente conosciuto quale uno dei più importanti narratori folkloristici e di racconti di fate, può essere stato ispirato anche dalla lettura delle opere di Edward John Moreton Drax Plunkett, XVIII barone Dunsany (Londra24 luglio 1878 – Dublino25 ottobre 1957), uno scrittore e drammaturgo irlandese, famoso per le sue opere fantastiche e dell'orrore pubblicate col nome di Lord Dunsany che possono aver contribuito alla fusione fra la tradizione celtica delle Fairies e quella germanica degli Elfi, permettendo così a Tolkien di creare un popolo elfico che avesse tratti appartenenti ad entrambe le mitologie.

Come giustamente è stato scritto su "Il '900 letterario" nell'articolo Fantasy: il tempo immobile del regno dei Faerie, consultabile al seguente indirizzo http://www.900letterario.it/focus-letteratura/fantasy-il-tempo-immobile-del-regno-dei-faerie/

"Leggenda e storia seguono confini sottili e si amalgamano nel racconto dell’arrivo di questo popolo, esperto in arti druidiche, presso i territori irlandesi. I Danann discendono dai Figli di Nemed, antichi invasori dell’Irlanda, costretti ad abbandonare l’isola dopo essere stati decimati dai Fomori.
In seguito alla sconfitta si rifugiano in Scandinavia, per poi riuscire a fare ritorno sul suolo irlandese e a imporre il proprio dominio per molti secoli.
Dal punto di vista del mythos, l’elfo, appartenente alla tradizione scandinava, è una figura ctonia, sotterranea, crepuscolare che spesso si relaziona nei confronti dell’uomo come un’ombra, una presenza inquietante. Vi sono infatti, molte fiabe scandinave che testimoniano come agli elfi piaccia scambiare i bambini umani con i propri, o altre ancora che narrano di tremende maledizioni o impareggiabili doni.
E’ innegabile che la letteratura sia sempre stata affascinata da questo universo fatato, si pensi a Sogno di una Notte di Mezza Estate di W. Shakespeare, nitida dimostrazione del legame indissolubile tra l’umano e il divino. Tuttavia all’inizio del ventesimo secolo comincia una lenta e inesorabile separazione tra il mondo terreno e quello deiFaerie. Quest’ultimo comincia a essere considerato dalla produzione letteraria come un regno “altro”, avulso da una dimensione iper – incantata e iper – distante. Le ragioni di tale allontanamento sono chiare: il reame fatato si configura come un rifugio per l’uomo moderno dalla caotica e stridente era industriale. Gli elfi vivono in armonia con la natura,  a dispetto dell’essere umano che, a causa della tecnologia, si è alienato da essa. Questo modo di intendere tali spazi alla stregua di realtà allegoriche in cui trovare riparo da un sistema sociale squallido e annichilente, costituirà un principio fondante, seguito da diversi autori fantasy contemporanei, come ad esempio Ursula K. Le Guinn, che con il romanzo La Soglia (1980), rievoca e celebra la riscoperta da parte dell’uomo  di tali luoghi incontaminati.
Dunsany, quindi, recupera il mito dei Danann celtici, e attraverso di esso Tolkien plasmerà quella creatura  immobile e cristallizzata tanto nota nel fantasy moderno: l’elfo.
Da Lord Dunsany in poi la terra degli elfi rappresenterà non solo la bellezza assoluta, ma anche la debole capacità degli esseri umani nel percepirla,  quell’attimo talmente perfetto ma fugace che alla fine si finisce con il dubitare di esso e della sua stessa esistenza.
L’elfland possiede un tempo immobile, raffigura il perenne passaggio tra la notte e il giorno, ed è lì che si cristallizza, si trasforma in un momento inesauribile. Questa dimensione del tempo deriva dalle tradizioni del nord Europa, nelle quali una notte nel mondo dei Faerie equivale a cent’anni del tempo mortale.
Da Dunsany in poi, tale considerazione declinerà in una doppia osservazione da parte della letteratura nell’affrontare questo universo: se da un lato la terra degli elfi è un mundus immoto in cui il bello è eterno e la natura incontaminata, dall’altro la stessa natura guarda con superiorità e distacco le vicende e le tribolazioni degli uomini; le emozioni delle creature che popolano tale regno non evolvono e il libero arbitrio si congela.
Il tempo degli elfi è il tempo degli alberi e della roccia, che osserva con pacato distacco l’illusoria arroganza della razza umana, che pensa di essere sovrana vanesia e immortale di un mondo caduco ed effimero.
L’impegno della produzione letteraria fantasy di cogliere e illustrare un magico luogo dove l’indefinito è perenne, ha generato la figura dell’elfo come la conosciamo oggi, e cioè quella creatura a ridosso dell’umana esperienza, che vive in un gelo emotivo in cui le passioni non fluiscono, ma rimangono immobili."
http://www.900letterario.it/focus-letteratura/fantasy-il-tempo-immobile-del-regno-dei-faerie/

 Un esempio di fantasy contemporaneo che mette in scena il Regno di Faerie nel mondo dei fumetti è quello pubblicato dalla DC Comics


Come parte del fumetto The Sandman, lo scrittore Neil Gaiman pianificò una piccola storia coinvolgente William Shakespeare che stringe un accordo con il Re dei Sogni al fine di scrivere le commedie che gli sarebbero sopravvissute. Avendo introdotto Shakespeare[1], Gaiman decise di raccontare la storia della prima commedia che lo scrittore creò per il Re in pagamento dell'accordo. Si rivelò essere il preferito delle opere di Shakespeare, Sogno di una notte di mezza estate[2], creando analogie dei personaggi della storia originale e inventando la finzione secondo cui Shakespeare avesse scritto la commedia per fare sì che gli esseri umani non dimenticassero Faerie e i suoi governanti[3]. Creandola, Gaiman utilizzò la Regina Titania come personaggio ricorrente nel corso della serie, e quando gli fu chiesto in un punto intermedio della serie The Sandman di scrivere una miniserie di quattro numeri così da introdurre dei personaggi magici per un nuovo pubblico[4], le diede un ruolo da ospite anche in uno di questi numeri. La miniserie The Books of Magic mostrò Titania nel suo regno, a significare che Gaiman dovette creare il reame di Faerie molto più approfonditamente di quanto mostrò in precedenza[5][6].
Gaiman mostrò una terra nota come Terre delle Fate, Avalon, Elvenhome, Dom-daniel, la Terra del Crepuscolo d'Estate o Faerie, basato molto sulle classiche rappresentazioni dei reami delle fate: le fate tentavano i bambini perché vivessero con loro nel Paese del Crepuscolo, dove Titania era attesa dal figlio di Shakespeare, Hamnett[5] avendolo convinto ad andare con lei al loro primo incontro[3]; il reame è governato da regole severe sul baratto, in cui un donatore di un regalo avrebbe dovuto ricevere un dono di eguale valore o abbandonare la propria proprietà o la vita al donatore; le buone maniere erano la supremazia, niente sarebbe invecchiato o morto, ma neanche sarebbe durato in eterno; il cibo reperibile nel regno è estremamente pericolo per gli incauti [7] e una volta consumato non sarebbe stato mai più possibile per il mangiatore mangiare cibo normale, costringendolo a rimanere a Faerie per sempre[8]. Ma Gaiman riconobbe che la sua Faerie era una finzione, una terra dove la metafora era reale anche se rimaneva una metafora: quando Timothy Hunter fu portato in quella terra dal Dottor Occult, il mistico ammise che in qualche modo i due era ancora seduti in un campo esplorando solo i loro paesaggi più interiori. Gaiman mostrò anche una sezione ambigua che fu interpretata da alcuni come per suggerire che la Regina Titania era la madre del protagonista del fumetto, Timothy Hunter, che assicurò che il regno di Faerie era stato esplorato più a fondo quando la miniserie divenne una serie corrente[9].
Quando fu scelto per rimpiazzare Gaiman come scrittore della serie corrente The Books of Magic, John Ney Rieber scoprì che un gioco guida dell'Universo DC aveva inserito Titania come madre di Hunter: sapeva anche che una parte fondamentale dell'attrazione del personaggio, tuttavia, era che il giovane era un normale adolescente. Invece di negare semplicemente la possibilità di Tim di essere parte di Faerie, Rieber decise di utilizzare l'idea di una delle sue storie in corso che gentilmente ridimensionò[10]. Questo significò l'utilizzo di Titania e il suo marito cuckoldiano Auberon come personaggi di supporto per la maggior parte delle sue storie nel fumetto[11], cosa che in cambio significò la continua visita ed esplorazione di Faerie: la prima storia vide Timothy visitare un angolo dimenticato del reame e introdurre l'idea che la terra stava lentamente morendo dato che fu tagliata dalla Terra[12], e le storie successive scavarono più a fondo nel passato e nel presente di Faerie per costruire un'immagine più chiara del Regno del Crepuscolo[8][13]. Altrettanto fu l'importanza di Faerie per la versione di Rieber di The Books of Magic che, quando la sua popolarità causò la pubblicazione di una miniserie spin-off, decisero che una miniserie di tre numeri a proposito della storia del regno (e della salita al potere di Titania) sarebbe stata più adatta[14]. Tre volumi di The Books of Fearie furono infine pubblicati, ognuno con una descrizione più dettagliata e colorata della Faerie DC Comics, e ad un certo punto ci furono anche dei piani per una serie da ambientare proprio lì[15]. Tuttavia, la serie non fu mai pubblicata, e la comparsa di Faerie nell'Universo DC fu breve da allora.

La razza delle fate nacque e visse nel mondo per molti secoli finché le relazioni divennero fredde con l'aumentare della razza dell'uomo, facendo loro abbandonare il mondo per sempre poco prima del XVI secolo[3]. Dopo aver lasciato il reame della loro nascita, i nove regnanti delle fate le guidarono alla ricerca di un nuovo mondo: il gruppo di rifugiati incontrò Lucifero, che offrì loro un angolo dell'Inferno in cambio del pagamento di una decima. Affermò anche di aver agito per simpatia verso di loro, poiché anche lui fu costretto a lasciare il suo luogo d'origine, ma quando le fate accettarono l'accordo si rivelò la vera natura della decima: otto dei nove regnanti delle fate furono portati all'Inferno e torturati, lasciando l'ultimo - Houn il Piccolo - come Re di Faerie[16]. Al fine di mantenere la loro terra, a Faerie fu richiesto di inviare nove dei suoi migliori soggetti all'Inferno ogni sette anni[17], o avrebbero rischiato un attacco da parte delle armate dell'Inferno[8].
Le fate, ignare del vero prezzo, si insediarono nella loro nuova casa: la terra fu trasformata in un lussureggiante luogo di felicità e natura, e le fate mantennero connessioni con il Mondo esterno e i mortali spesso in visita al Regno del Crepuscolo. Re Magnus salì al trono, istigando un periodo oscuro per lo spensierato reame: credette nell'innata superiorità delle fate di sangue puro e ciò portò alla persecuzione delle altre razze, dove per esempio i Brownies divennero poco più che schiavi nella casa reale. Magnus scoprì anche un problema preoccupante: un disordine nel sangue delle fate di razza pura significava che era estremamente difficile per queste di produrre figli naturalmente. Cominciò così un esperimento segreto, tentando di rinfrescare la linea di sangue facendo accoppiare le fare con l'umanità[18].
Ironicamente, le schermaglie amorose di Magnus con le altre fate portarono ad una nascita - un figlio illegittimo e non riconosciuto di nome Amadan[19] che crebbe fino a diventare Ingannatore della Corte delle Seelie e la mente di un migliaio di intrighi e manipolazioni. Magnus utilizzò Amadan per fornire contestanti nei giochi di gladiatori tra le razze, e fu ucciso tentando di dimostrare la superiorità delle fate in un combattimento contro un troll. Questo portò ad un vuoto di potere nella Corte che fu infine colmato quando Lord Obrey cercò il legittimo erede al trono, una giovane fata maschio di nome Auberon che sorvegliato da sua cugina Dymphna e dalla tata Brownie Bridie[20].
Obrey aiutò Oberon a superare le sfide dei Lords rivali e a succedere al trono, ma crebbe infelice nel suo ruolo in quanto le manipolazioni di Amadan portarono ad un cuneo tra lui e il trono[21]. Conscio del pericolo imminente[19], il giovane re fuggì dalla Corte alla ricerca della sorella scomparsa, lasciando Obrey in sua vece come Reggente perché sorvegliasse Fearie e i suoi sudditi. Obrey finì con l'adeguarsi al titolo di re incondizionato, e la sua posizione fu resa più solida dal matrimonio con la cugina di Auberon Dymphna[22], e i due regnarono per molti anni, riversando alcune delle pratiche più pregiudizievoli di Magnus per unire tutte le razze di Fearie[23].
Tuttavia, Obrey fu messo al corrente della scoperta di Magnus da Amadan, e divenne sempre più preoccupato per la sopravvivenza della razza delle fate. Così adottò la stessa soluzione di Magnus, tentando di promuovere l'accoppiamento con gli esseri umani incoraggiando i bambini umani a restare a Faerie: una di questi bambini fu la giovane Maryrose, che subito dopo essere stata intrappolata a Faerie divenne la preferita della Regina Dymphna. Assicurato da Amadan che Maryrose le avrebbe dato un figlio, Obrey tramutò Dymphna in un albero e fece di Maryrose la sua nuova sposa: utilizzando un gioiello rubato alla precedente regina, Maryrose assunse l'aspetto di un essere puro sangue di Faerie e prese il nome di Titania durante la sua incoronazione[24].
Quando Auberon ritornò da uomo, Obrey rifiutò di concedergli il trono e cominciò così la Guerra di Successione: poco dopo il matrimonio, Obrey fu ucciso in battaglia e - cercando di riunire il regno in guerra - Auberon prese Titania in moglie e reclamò il trono. Per motivi politici, Auberon si aspettava che la moglie gli desse un figlio appena possibile: tuttavia, quando questa rimase incinta, fu il risultato di un incontro con un falconiere umano di nome Tamlin. Quando nacque il piccolo, era chiaramente un umano puro sangue, e Titania e la sua tata cospirarono per convincere Auberon che il neonato era nato morto, mentre la tata lo avrebbe portato nel mondo esterno perché crescesse come un umano fino all'età adulta[25].
Insieme, Titania e Auberon regnarono su Faerie attraverso tempi turbolenti: recisero per sempre la connessione tra il loro mondo e quello degli umani[26] e proibirono ai loro sudditi di viaggiare negli altri reami senza il loro permesso diretto[27]. Questo portò a dei problemi nel reame quando cominciò ad appassire e morire, costringendo Titania e la Corte a nascondere il loro vero stato dietro potenti fascinazioni. Infine, l'intervento di Tamlin portò un Apertore (Timothy Hunter, probabilmente il figlio abbandonato di Titania) al regno il cui sangue versato ne ricostituì il vigore[28]. Resistettero anche alla ribellione dei flitling, guidata da Briar Rose che per punizione fu trasformato e bandito[29]. Quando Lucifero decise di abbandonare il suo regno, Titania e Auberon sperarono di poter convincere i nuovi proprietari ad annullare la decima dovuta[17] - il loro unico figlio ed erede il Principe Taik fu chiesto come pagamento - ma ciò non fu a buon fine. Comunque la decima fu annullata, quando Huon il Piccolo ritornò nel regno per giudicare il suo diritto a sopravvivere: grazie alla credenza e alla lealtà di un flitling di nome Yarrow che fu scelto come "Livellatore", il regno fu ricreato dal nulla e riprese le sembianze del paradiso felice e lussureggiante che sempre fu ma senza alcuna connessione con l'Inferno[30].
Faerie affrontò pericoli successivi quando il demone Barbatos utilizzò una magica pietra chiamata Crepuscolo per trasformare una rana da giardino in un gigante. Barbatos schiavizzò le fate, costringendole a lavorare a morte per costruire un gigantesco stagno per il suo "maestro" demone. L'intervento di Molly O'Reilly (ex ragazza di Timothy Hunter) rilasciò le fate e bandì Barbatos in un angolo oscuro del Sogno, e in cambio la gemma Crepuscolo scelse lei come nuova proprietaria e di diventare il nuovo protettore di Faerie e la sua gente[31].

La natura di Faerie

Il tempo si muove in maniera diversa a Faerie dal mondo reale, e qualcuno che passa un'ora lì magari scopre che nel mondo reale sono passate settimane[8]. Un esempio di ciò fu quando il figlio di Titania fu portato nel mondo reale poco dopo il suo matrimonio[32], un'imprecisata quantità di tempo prima, Auberon e Titania guardarono la prima rappresentazione di Sogno di una notte di mezza estate sulla Terra più o meno negli anni cinquanta[3]. Tim Hunter nacque nel 1983[33] e tuttavia Titania fece fatica a riconoscere che quello fosse lo stesso bambino[34].

Abitanti di Faeire

Faerie è la casa di un numero enorme di razze e creature diverse, alcune nate sulla Terra e fuggite su Faerie con la crescita dell'influenza dell'uomo, altri venuti da altrove e che furono ingannati e costretti a restare, o che decisero di rimanere di loro volontà.

Residenti noti

  • Titania
  • Auberon
  • Fate presenti in The Sandman
  • Fate presenti in The Books of Magic

Brownies

I Brownies appaiono come piccoli umani con la pelle scura e che godono nell'aiutare con le faccende domestiche. Furono particolarmente abusati durante il regno di Re Magnus, il cui pregiudizio verso di loro lo portò a trattarli a poco più che schiavi domestici[35].

Flitlings

I Flitlings sono piccole fate alate che altrimenti sembrerebbero umani, simili nell'aspetto alle Fate di Cottingley. I Flitlings sono generalmente miti e senza pretese, contenti di adulare e lusingare la Corte delle Seelie: la Regina Titania aveva un gruppo di seguaci Flitlings, e reagiva gelosamente a qualcos'altro che poteva attirare la loro attenzione lontano da lei[8]. Tuttavia, questo ruolo potrebbe essere considerato sociale più che innato, poiché i Flitlings mostrarono anche un grande coraggio e una grande forza: fu il FLitling Yarrow che fermò la rivolta dopo gli attacchi delle "Ragazze in Fiamme", e misero anche fine alla decima di Faerie verso l'Inferno[36], mentre il Flitling Briar Rose guidò la sua razza nella ribellione contro la condiscendenza della Corte delle Seelie[31].

Le Seelie

La razza dominante di Faerie, alche nota come la Theena Sidhe, sembrano essere normali esseri umani salvo per alcune differenze cosmetiche - corna, pelle di colore diversa, o altre differenze minori[3]. Possono controllare le loro sembianze attraverso l'uso di gioielli magici, e hanno una naturale dimestichezza con alcune magie: possono evadere di prigione, e alcuni di loro hanno il dono della profezia. Tuttavia, i loro poteri possono essere negati attraverso l'utilizzo del ferro freddo[37], e il metallo infatti non è benvenuto nel regno[5]. I Seelie trovano particolarmente difficile sopportare i bambini tra loro, e gli aborti spontanei e i figli nati morti sono tipici. Tuttavia, sono abili nell'accoppiarsi con le altre razze, come gli umani. La Corte delle Seelie regna su tutte le altre razze di Faerie, modellate nell'aspetto dei tradizionali reali Europei[38].

I Non-Seelie

Le prime e selvagge fate dell'oscurità, i Non-Seelie sono avvistate raramente ma sono impegnate in una guerra senza sosta contro la Corte delle Seelie[39].

Troll

I Troll sono creature enormi, eccezionalmente forti e solitamente senza zanne. Sono utilizzati in battaglia e per i lavori pesanti, e non sono eccezionalmente intelligenti[40].

Note

  1. ^ Gaiman, Neil (1º giugno 1990), "Men of Good Fortune", The Sandman: the Doll's House (DC Comics), ISBN 1-85286-292-0
  2. ^ Gaiman, Neil (7 maggio 2004), riottenendo le mie biglie, ritrovato il 9 giugno 2008
  3. ^ a b c d e Gaiman, Neil; Shakespeare, William (1º giugno 1992), "A Midsummer Night's Dream", The Sandman: Dream Country (DC Comics), ISBN 1-85286-441-9
  4. ^ Neil Gaimon Interview, Stardust, 2007, ritrovato il 28 aprile 2008
  5. ^ a b c Gaiman, Neil (1993), The Books of Magic, DC Comics, ISBN 1-56389-082-8
  6. ^ Irvine, Alex (2008), "The Books of Magic", in Dougall, Alastair, The Vertigo Encyclopedia, New York: Dorling Kindersley, pp. 38–41, ISBN 0-7566-4122-5, OCLC 213309015
  7. ^ Gaiman, Neil; Shakespeare, William (1º giugno 1992), "A Midsummer Night's Dream", The Sandman: Dream Country (DC Comics), ISBN 1-85286-441-9
  8. ^ a b c d e Rieber, John Ney (1999), The Books of Magic: Girl in the Box, DC Comics, ISBN 1-84023-102-5
  9. ^ Intervista con John Ney Rieber, 1º dicembre 1995, ritrovato il 28 aprile 2008
  10. ^ Intervista con John Ney Rieber, 1º dicembre 1995, ritrovato il 28 aprile 2008
  11. ^ Irvine, Alex (2008), "The Books of Faerie", in Dougall, Alastair, The Vertigo Encyclopedia, New York: Dorling Kindersley, pp. 36–37, ISBN 0-7566-4122-5, OCLC 213309015
  12. ^ Rieber, John Ney (1995), The Books of Magic: Bindings, DC Comics, ISBN 1-56389-187-5
  13. ^ Rieber, John Ney (1º luglio 2000), The Books of Magic: The Burning Girl, DC Comics, ISBN 1-56389-619-2
  14. ^ Carlton, Bronwyn (1998), "The Books of Faerie", The Books of Faerie (Titan Books), ISBN 1-85286-916-X
  15. ^ Atchison, Lee (novembre 1999), "On Books and Waiting: Linda Medley", Sequential Tart
  16. ^ Rieber, John Ney (1º luglio 2000), The Books of Magic: The Burning Girl, DC Comics, ISBN 1-56389-619-2
  17. ^ a b Gaiman, Neil (1º settembre 1992), The Sandman: Season of Mists, Titan Books, ISBN 1-85286-447-8
  18. ^ Carlton, Bronwyn (1º novembre 1999), "The Books of Faerie: Auberon's Tale", The Books of Faerie: Auberon's Tale (Vertigo), ISBN 1-56389-502-1
  19. ^ a b Carlton, Bronwyn (luglio 1999), "The Books of Faerie: Beginnings", The Books of Magic n. 62: Endings (DC Comics)
  20. ^ Carlton, Bronwyn (1º novembre 1999), "The Books of Faerie: Auberon's Tale", The Books of Faerie: Auberon's Tale (Vertigo), ISBN 1-56389-502-1
  21. ^ Carlton, Bronwyn (1º novembre 1999), "The Books of Faerie: Auberon's Tale", The Books of Faerie: Auberon's Tale (Vertigo), ISBN 1-56389-502-1
  22. ^ Carlton, Bronwyn (1º novembre 1999), "The Books of Faerie: Auberon's Tale", The Books of Faerie: Auberon's Tale (Vertigo), ISBN 1-56389-502-1
  23. ^ Carlton, Bronwyn (1998), "The Books of Faerie", The Books of Faerie (Titan Books), ISBN 1-85286-916-X
  24. ^ Carlton, Bronwyn (1998), "The Books of Faerie", The Books of Faerie (Titan Books), ISBN 1-85286-916-X
  25. ^ Carlton, Bronwyn (1998), "The Books of Faerie", The Books of Faerie (Titan Books), ISBN 1-85286-916-X
  26. ^ Rieber, John Ney (1995), The Books of Magic: Bindings, DC Comics, ISBN 1-56389-187-5
  27. ^ Gross, Peter (dicembre 1999), The Books of Magic: A Day, A Night and A Dream Part Two, DC Comics
  28. ^ Rieber, John Ney (1995), The Books of Magic: Bindings, DC Comics, ISBN 1-56389-187-5
  29. ^ Rieber, John Ney (novembre 1999), The Books of Faerie - Molly's Story Book 3: Tearing Off Their Wings, DC Comics
  30. ^ Rieber, John Ney (1º luglio 2000), The Books of Magic: The Burning Girl, DC Comics, ISBN 1-56389-619-2
  31. ^ a b Rieber, John Ney (dicembre 1999), The Books of Faerie - Molly's Story Book 4: The Importance of Being Evil, DC Comics
  32. ^ Carlton, Bronwyn (1998), "The Books of Faerie", The Books of Faerie (Titan Books), ISBN 1-85286-916-X
  33. ^ Rieber, John Ney (1995), The Books of Magic: Bindings, DC Comics, ISBN 1-56389-187-5
  34. ^ Rieber, John Ney (1995), The Books of Magic: Summonings, DC Comics, ISBN 1-56389-265-0
  35. ^ Carlton, Bronwyn (1998), "The Books of Faerie", The Books of Faerie (Titan Books), ISBN 1-85286-916-X
  36. ^ Rieber, John Ney (1º luglio 2000), The Books of Magic: The Burning Girl, DC Comics, ISBN 1-56389-619-2
  37. ^ Gaiman, Neil (1º luglio 1995), "Cluracan's Tale", The Sandman: World's End (DC Comics), ISBN 1-56389-171-9
  38. ^ Carlton, Bronwyn (1998), "The Books of Faerie", The Books of Faerie (Titan Books), ISBN 1-85286-916-X
  39. ^ Carlton, Bronwyn (1998), "The Books of Faerie", The Books of Faerie (Titan Books), ISBN 1-85286-916-X
  40. ^ Carlton, Bronwyn (1º novembre 1999), "The Books of Faerie: Auberon's Tale", The Books of Faerie: Auberon's Tale (Vertigo), ISBN 1-56389-502-1

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